Gli algoritmi che ci analizzano e ci manipolano

Anna Alessio - PixClick Marketing e Comunicazione Servizi di Marketing Comunicazione e Digitalizzazione delle imprese

A quanto risulta dai sondaggi, la maggior parte di noi crede che i motori di ricerca siano neutrali. Ma presumibilmente lo pensiamo perché sono sempre più impostati per assecondare le nostre idee. Lo schermo del nostro computer è uno specchio che riflette i nostri interessi perché gli analisti degli algoritmi osservano tutto quello che clicchiamo.
Eli Parisier

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Il marketing oggi, si serve di algoritmi super tecnologici per scrutare le nostre menti, conoscere le nostre abitudini e i nostri gusti, i nostri comportamenti, le nostre credenze, fanno in modo di categorizzarci, così da poterci indurre al consumo, all’acquisto di beni e servizi che senza determinati stimoli non acquisteremmo mai.

Per quanto mi riguarda questi nuovi meccanismi di vendita, possiamo pensare che abbiano aspetti positivi probabilmente, perché tramite la profilazione ci portano a conoscere prodotti di cui sicuramente potremmo avere interesse reale.

Ma gli utilizzi degli algoritmi mi preoccupano, perché come tutte le cose che spesso nascono con un intento positivo, finiscono man mano ad essere utilizzate in modo distorto per controllare le nostre percezioni, le nostre idee, le nostre logiche e di conseguenza le nostre menti.

Ormai l’importante per molti mezzi di comunicazione è fare utili, poco importa se danno notizie distorte, manipolate e false, perché evidentemente più della tutela dell’umanità conta arrivare a fine mese, anche se questo significa fare disinformazione con gravi danni per molti pur di favorire i pochi che invece possono fare il bello e il cattivo tempo dato che hanno molti soldi.

Alcuni giorni fa, ad esempio la notizia che Mark Zuckerberg non ritiene fake news le notizie date dai politici anche se false e non verificate, perché a suo parere ciò rientra nel diritto della libertà di espressione, potrebbe essere preso in considerazione come uno dei tanti esempi di distorsione della percezione pubblica, senza contare che proprio Facebook si sta impegnando nella lotta alle fake news, in quanto tali notizie non essendo verificate, avevano cominciato a scatenare fenomeni di odio che si stavano sviluppando anche nella vita reale delle popolazioni.

A mio parere soprattutto le fonti ufficiali, istituzionali ed autorevoli non possono permettersi di dare notizie non attendibili, soltanto perché ogni politico di turno deve farsi propaganda.

Dunque il caro Mark dovrebbe riflettere sulle proprie affermazioni, perché è molto contraddittorio parlare di algoritmi che contrastano le fake news, però poi alimentare quelle di taluni solo perché vengono pagate.

Bisognerebbe avere profondo senso morale per comprendere i danni che possono scaturire dal fare passare determinati comportamenti soltanto perché ci si guadagna su, i mezzi di comunicazione di massa sono un’arma a doppio taglio, sono utili per informarsi in tempo reale, per imparare cose nuove, per comunicare con svariati contesti, ma sono altrettanto pericolosi quando chi ne detiene la proprietà non applica criteri di onestà, bensì di manipolazione.

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Dott.ssa Anna Alessio

Dott.ssa Anna Alessio

Laureata in Scienze Pedagogiche e Media Education, Master in Comunicazione nella P.A.
Offro servizi di Marketing e Comunicazione Integrata sul web e digitalizzazione delle imprese mi occupo di Media Education, sono appassionata di nuove tecnologie e ne osservo l'evoluzione, l'utilizzo e l'influenza che esse hanno sulle persone.

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