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Internet, pregiudizi e odio, l’involuzione a portata di click

Da quando siamo connessi a internet siamo completamente disconnessi dalla realtà e di conseguenza dall’amore e l’accettazione per il prossimo.

Anna Alessio

#Tecnologie #Pregiudizi #Follow #PixClick

Da quando tutto è sostituibile con un click, ogni cosa e ogni persona hanno perso di valore e tutti noi abbiamo perso i principi.
Eppure non sono neanche troppo lontani quegli anni in cui avevamo tutti una vita vera, fatta di rapporti reali, rapporti di accettazione e di arricchimento della diversità nostra e altrui.


Sapevamo valorizzare noi stessi e gli altri nella corretta misura, sapevamo accontentarci di tutto sentendoci ricchi anche di poco, e sapevamo produrre in modo più originale e consapevole, perché il motore che ci attivava era mosso dalle emozioni positive che sapevamo scambiarci, il successo di una persona vicina era anche un nostro successo.
La sincerità era un pregio, la parola era un valore aggiunto, la cultura era degna di rispetto, la bontà era la prerogativa che muoveva il mondo.


Come ci siamo arrivati qui?


Quali sono stati i presupposti per cui, da buone persone siamo diventati tutti burberi, giudici, odiatori e umiliatori degli altri, usando la cattiveria gratuita come arma per annientare?


Purtroppo nel web ormai da molto tempo si assiste al degrado creato da chi non comprendendo la portata delle proprie parole, rinchiuso nella propria “intima virtuale vita pubblica”, dall’alto delle proprie convinzioni utilizza lo strumento digitale per gettare odio, giudizi, cattiveria su chi spesso inconsapevole e disarmato si ritrova come vittima di tale pochezza gratuita.
È facile incolpare la vittima di non essere abbastanza forte, di non saper rispondere, di non sapersi difendere, e dunque farla sentire sbagliata.
È tipico di questa società orrenda che si è venuta a creare, colpevolizzare le vittime così rinforzando i comportamenti lesivi dei bulli.
Non sappiamo più insegnare alle nuove generazioni cosa sia il rispetto, cosa sia bene e cosa sia male, quali sono i limiti da rispettare nei confronti degli altri e di se stessi.
Non sappiamo dare più l’esempio positivo, perché noi stessi siamo portatori degli esempi più negativi che portiamo avanti come una missione.
Riflettiamoci:
Ormai quando subiamo un’ingiustizia, non lavoriamo per combatterla, anzi emarginiamo chi la combatte, perché siamo abituati a pensare che chi commette ingiustizie sia più furbo, più intelligente, perché la passa sempre liscia.
Siamo stati abituati a pensare che chi parla la paga sempre.
Siamo stati abituati come burattini ad eseguire, ma mai a pensare con la nostra testa.
Siamo stati abituati ad essere persone vuote e prive di principi e valori.

Il problema è che questo modo di essere, a conti fatti non apporta alcun beneficio alla società, bensì il contrario, rende i ricchi più ricchi, i poveri più poveri e tutti più malati e cattivi.

I media sono uno strumento e tutti noi li utilizziamo, il problema è che non siamo educati a saperli gestire nel modo più idoneo e benefico, ormai i messaggi veicolati sono di dominio di personaggi che non li gestiscono per il bene dell’umanità, ma soltanto per strumentalizzazione e profitto, ci neuro programmano in continuazione creando caos, perché fa comodo evidentemente distrarre il mondo dai veri problemi, farci essere nemici per cause di cui si fanno portatori, ma di cui non gli importa nulla se non ciò che possono ricavarci in visibilità e potere

È facile essere odiatori, molto più difficile di questi tempi essere umani con valori e principi che oggi l’arrivismo ha ridotto a meri punti deboli e difetti degli altri.

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Scritto da <br>Anna Alessio

Scritto da
Anna Alessio

Laureata in Scienze Pedagogiche e Media Education.
Offro servizi di Comunicazione Integrata sul web e mi occupo di Media Education, sono appassionata di nuove tecnologie e ne osservo l'evoluzione, l'utilizzo e l'influenza che esse hanno sulle persone.
Scrivo articoli prevalentemente riguardanti l'evoluzione e lo sviluppo della comunicazione e dei rapporti umani tramite l'innovazione tecnologica e l'impatto educativo e diseducativo nella società secondo il mio modesto punto di vista.

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